Per render più bianco il pane bianco, (soprattutto quello a fette), viene usato un composto al cloro che rilascia nella farina un sottoprodotto, l’alloxan. Questa sostanza è molto dannosa e molti studi hanno provato che l’alloxan distrugge, a causa di una superproduzione di radicali liberi, le cellule beta del Pancreas. L’acido dialurico, che si forma dopo riduzione dell’alloxan, viene successivamente ossidato e trasformato nuovamente in alloxan e genera in questo modo un ciclo di redox con produzione di radicali liberi superossido. Durante varie trasfomazioni chimiche, secondo la reazione di Fenton, catalizzata da metalli come il ferro, si vengono a produrre radicali liberi idrossilici, che distruggono il DNA delle cellule beta del pancreas. Queste ultime sono responsabili della produzione dell’ormone insulina (che dal pancreas viene riversata nel sangue per mantenere nella norma il livello della glicemia).
Da molto tempo è noto l’effetto diabetogenico dell’alloxan , esattamente da quando Dunn, Sheehan e McLethie (1943) segnalarono una necrosi specifica delle isole del Langherans Pancreatiche nei roditori. Da allora, il diabete indotto dall’alloxan nei topi è stato utilizzato come modello per lo studio del Diabete Mellito Insulino Dipendente. L’alloxan produce il proprio effetto diabetogeno nei ratti solamente quando viene assunto per via parenterale: endovenosa, intraperitoneale o sottocutanea. Che implicazioni può dare questo composto diabetogeno nella clinica umana? In uno studio pubblicato su Acta Diabetology, i Ricercatori hanno valutato se, in un gruppo di bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 15 anni malati di diabete Mellito di tipo 1, ci fossero dosaggi ematici di alloxan differenti rispetto a soggetti di pari età sani. Ebbene, le differenze registrate tra i due gruppi sono state statisticamente significative e i risultati suggeriscono che i livelli elevati di alloxan nei giovani soggetti diabetici esercitano un ruolo importante nella comparsa del diabete mellito insulino-dipendente.
Occorre sottolineare che nella farina di grano che abitualmente viene consumata si trovano quantità enormi di glucosio (amido) che, assorbite nel torrente circolatorio, creano un ‘picco glicemico’; il nostro corpo reagisce riducendone la quantità ematica proprio per mezzo delle cellule beta del Pancreas, che vengono stimolate ad aumentare la produzione di insulina. La distruzione di tali cellule dovuta all’alloxan, potrebbe da sola influire notevolmente sull’incidenza del diabete di tipo 1 nell’uomo moderno. È pur vero che non tutti i consumatori di pane bianco diventano diabetici e che probabilmente l’alloxan non produce i medesimi danni a tutti indistintamente. Ma il rischio è comunque elevato, soprattutto in tenera età. Consumare il pane ‘sbiancato’ significa quindi, almeno potenzialmente, distruggere le uniche cellule che ci aiuterebbero a ridurre gli effetti deleteri del consumo del pane stesso (anche integrale). Vale la pena riflettere prima di far addentare il prossimo toast ai nostri bambini, perché, se sviluppassero il diabete, la loro vita futura sarebbe gravemente compromessa.

La soluzione?

Ketozona propone un prodotto simile al pane bianco da toast, proteico e senza farina. Il colore chiaro è dovuto agli ingredienti di cui è fatto, nessuno sbiancamento di farina e nessuna produzione di Alloxan infatti avviene. Sicuro come tutti i prodotti Ketozona selezionati dal Dr Caletti, il Keto Pan bauletto (ma anche la Keto Focaccina), possono egregiamente sostituire l’alimento tossico su descritto innescando, inoltre, una chetosi adatta alla Ketozona Diet.

Riferimenti

  1. SZKUDELSKI T, The mechanism of alloxan and streptozotocin action in B cells of the rat pancreas in Physiol Res., 50(6):537-46, 2001.
  2. MROZIKIEWICZ A-KIEŁCZEWSKA-MROZIKIEWICZ D-LOWICKI Z-CHMARA E-KORZENIOWSKA K-MROZIKIEWICZ PM., Blood levels of alloxan in children with insulin-dependent diabetes mellitus, in Acta Diabetol., 31(4):236-7, 1994.

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