Esploriamo il Potenziale Antivirale dell'Esperidina di Salvacor Ketozona: Un Nuovo Approccio nel Contrasto all'Influenza H1N1 attraverso l'Inibizione dell'Infiammazione.

Contesto

I virus dell’influenza A, in particolare il virus H1N1, possono causare pandemie e rappresentano una minaccia significativa per la salute umana. L’infiammazione emerge come il principale processo patologico nei polmoni dopo l’infezione da IAV.

Introduzione

L’esperidina, un flavonoide presente negli agrumi, soprattutto nella parte bianca interna della buccia, ha attirato crescente interesse per le sue potenziali proprietà benefiche per la salute umana. Agrumi come arance, limoni e mandarini sono considerati fonti ricche di questo composto, che ha dimostrato diverse attività biologiche, inclusi due interessanti aspetti: antinfiammatorio e antivirale. L’attenzione si è focalizzata sul potenziale dell’esperidina nel contrastare le infezioni virali, in particolare quelle legate ai virus influenzali, esplorando così agenti antivirali naturali.

In uno studio recente[i], è stato utilizzato un modello di ratto infettato con il virus H1N1. Sono state iniettate dosi di esperidina per via intraperitoneale ai ratti per 5 giorni. Si è valutata la funzione polmonare, esaminando le cellule immunitarie e le concentrazioni di citochine nell’area infettata. Le cellule endoteliali microvascolari polmonari sono state isolate e utilizzate per testare gli effetti dell’esperidina in vitro.

Risultati

L’esperidina ha dimostrato di essere efficace nel migliorare il deterioramento della funzione polmonare causato dal virus H1N1, e questo effetto è stato dose-dipendente. L’esperidina ha limitato significativamente il numero di cellule immunitarie e le concentrazioni di citochine nell’area infettata. Tuttavia, l’esperidina non ha inibito la replicazione del virus né ha salvato le cellule endoteliali microvascolari polmonari infette.

Meccanismo d’azione

In questo contesto sperimentale, l’esperidina ha dimostrato la sua efficacia senza intervenire direttamente sull’inibizione della replicazione virale o sul salvataggio delle cellule infette. Al contrario, è emerso che l’esperidina agisce attraverso la riduzione della produzione di citochine proinfiammatorie, inibendo le vie di segnalazione della proteina chinasi attivata dal mitogeno (MAPK). Oltre alla sua azione sulla replicazione virale, è cruciale sottolineare che molti virus influenzali esacerbano notevolmente l’infiammazione locale, sia a livello polmonare che in altri organi, provocando danni significativi e potenzialmente fatali.

Meccanismo d’azione antivirale dell’esperidina

L’effetto antivirale dell’esperidina nei confronti dei virus influenzali è stato oggetto di diversi studi scientifici. Uno studio condotto da Saha[ii] ha dimostrato che un derivato idrosolubile dell’esperidina (GH) è in grado di inibire la replicazione dei virus influenzali attraverso l’inibizione dell’attività della sialidasi virale, coinvolta nelle fasi di ingresso e rilascio dell’infezione da virus dell’influenza A (IAV). La GH non inibisce il legame del recettore, ma impedisce dunque la replicazione del virus agendo sulla sialidasi. La GH non mostra effetti citotossici sulle cellule del rene canino Madin-Darby, oggetto dello studio, nell’intervallo di dosi testato (0-25 mM), indicando un profilo di sicurezza accettabile.

Implicazioni per lo sviluppo di inibitori della sialidasi

I risultati suggeriscono che la GH potrebbe essere considerata come base per lo sviluppo di nuovi inibitori della sialidasi per la prevenzione dell’influenza, fornendo un approccio promettente per contrastare l’IAV.

Inoltre, ricerche condotte in altri modelli cellulari hanno evidenziato l’efficacia dell’esperidina nel ridurre la replicazione virale e la diffusione e la gravità dell’infezione influenzale attraverso l’effetto antinfiammatorio. Queste evidenze supportano il potenziale dell’esperidina come agente antivirale contro i virus influenzali, aprendo la strada a ulteriori approfondimenti sul suo impiego in ambito terapeutico e preventivo.

Prospettive future

Considerando l’interesse crescente per le terapie antivirali di origine naturale e la necessità di alternative agli attuali trattamenti antivirali, l’approfondimento delle potenzialità dell’esperidina rappresenta un campo di ricerca promettente. Ulteriori studi preclinici e clinici potrebbero contribuire a delineare in modo più dettagliato l’efficacia e la sicurezza dell’impiego dell’esperidina nei confronti delle infezioni influenzali, aprendo la strada a possibili sviluppi terapeutici basati su questa molecola di origine naturale.

Riferimento:
[i] Ding Z, Sun G, Zhu Z. Hesperidin attenuates influenza A virus (H1N1) induced lung injury in rats through its anti-inflammatory effect. Antivir Ther. 2018;23(7):611-615. 
[ii] Saha RK, Takahashi T, Suzuki T. Glucosyl hesperidin prevents influenza a virus replication in vitro by inhibition of viral sialidase. Biol Pharm Bull. 2009 Jul;32(7):1188-92.

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